Sergio Cesaratto: Il “più Europa” (è) liberista

Sergio Cesaratto il più Europa è liberista

 

 

 

 

 

In un interessantissimo articolo sul sito dell’Associazione A/simmetrie, Sergio Cesaratto, uno degli intervistati di Deficit – Il punto sull’Europa tra sogno e realtà, ci illustra come il “più Europa”, cioè la creazione di un’Europa federale attraverso il completamento dell’unione monetaria con quella politica, rappresenti un processo di matrice liberista che condurrebbe fatalmente allo svuotamento dei poteri degli Stati nazionali dei poteri che li rendono tali: il potere di attuare politiche fiscali e monetarie. Il tutto con buona pace della democrazia, dal momento che i popoli, le classi lavoratrici, smetterebbero di votare per decidere come le torte delle reciproche ricchezze nazionali vadano distribuite. Uno Stato nazionale in cui cittadini non possano più scegliere le modalità con le quali la classe dirigente debba distribuire le risorse, semplicemente non è uno Stato nazionale. Agli elettori resterà la possibilità di dire la propria sui diritti civili, tra i canti di gioia dei partiti radicali che potranno scendere in piazza per i diritti degli omosessuali, e quelli dei grandi capitalisti che potranno godere della definitiva sconfitta della democrazia nel bene dei propri interessi. Il Professor Cesaratto chiude con un appello alla sinistra affinché comprenda che quella attuale è l’unica Europa possibile, un’Europa che viaggia su binari totalmente contrari a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi anche solo ideologici di un pensiero “di sinistra”, e che cominci finalmente a lottare per ripristinare la sovranità democratica degli Stati europei. Buona lettura!

“Più che di una nuova Ventotene, l’Europa sembra aver bisogno di una nuova Vestfalia che ripristini la sovranità democratica degli stati europei rilanciando una cooperazione su basi più eque. Questo è il nuovo fronte di lotta per la sinistra.”

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