L’appello di Fassina a Varoufakis per la nascita di fronti nazionali di liberazione‏

Stefano Fassina
L’ex vice-ministro dell’economia Stefano Fassina scrive un accorato e sentito appello all’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis incitandolo a contribuire alla nascita in Europa di forze politiche di sinistra che compiano il più grande gesto di sinistra che oggi si possa fare: proporre uno smantellamento della moneta unica.

Sulle ragioni per le quali l’euro rappresenta uno strumento politico orientato a destra ma messo in atto (con autolesionistico vanto) dalle sinistre rimandiamo alle parole di Alberto Bagnai.

La lettera di Fassina, peraltro ricevuta e pubblicata con grande piacere da Varoufakis nel suo blog, esprime un sentimento democratico profondo, una sincera voglia di spingere le sinistre europee (quelle vere) verso una coraggiosa quanto indispensabile presa di coscienza che potrà portare esclusivamente vantaggi ai singoli Stati e, di conseguenza, all’Unione Europea (quella vera, quella che non c’è ma che molti di noi vorrebbero).

Tutto nasce dalla consapevolezza che una Unione che aspiri ad una operatività sovranazionale non possa funzionare né tanto meno considerarsi tale se sono gli egoismi o comunque gli interessi nazionali, specialmente di chi dovrebbe esserne la locomotiva, a dirigerla rendendo impossibile (se non per i sognatori più ingenui) una cooperazione proattiva nel bene dell’unità e del benessere comune all’interno di un orizzonte realmente democratico.

Fassina pone l’accento sul grande problema dell’Eurozona, fatto più unico che raro nell’orizzonte politico di sinistra:

“La svalutazione del lavoro, in alternativa alla svalutazione della moneta nazionale, come unica strada per aggiustamenti “reali” determina cronica insufficienza di domanda aggregata, elevata e persistente disoccupazione, deflazione e rigonfiamento dei debiti pubblici. In tale quadro, l’euro esige, oltre i confini dello Stato-nazione dominante, lo svuotamento della democrazia e la politica come amministrazione per conto terzi e intrattenimento.”

Segue l’appello vero e proprio alla costruzione di

“(…) un fronte ampio a partire dalle forze progressiste della “periferia” mediterranea dell’Eurozona per il superamento concordato della moneta unica.”

É importante notare come si parli esplicitamente di smantellamento concordato. Questa è la grande differenza di presupposti tra l’equilibrio progressista e la rabbia, la pancia, la scarsa predisposizione al dialogo di altri. Pare evidente tuttavia che, nonostante la ricerca del compromesso per uno smantellamento concordato sia fondamentale affinché l’uscita dall’euro porti fin da subito ai risultati sperati, la soluzione al “se ci dicono di no?” non possa che essere l’uscita unilaterale, non certo la resa come è accaduto in Grecia.

Questo è un momento storico per la politica italiana: finalmente, dopo tanti anni, nel nostro Paese è sorto un soggetto politico di sinistra autenticamente progressista. Un soggetto politico di cui questa lettera sembra rappresentare il manifesto, o almeno così speriamo, per il bene della democrazia, dell’Italia, dell’Europa.

Qui potete leggere la lettera originale, in lingua inglese.

Qui invece potete leggere la traduzione in italiano, ad opera di Voci dall’estero.

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